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Importi e pagamenti delle pensioni di gennaio

Pensionati - 17 Dic 2024

Home » Importi e pagamenti delle pensioni di gennaio

Autore: Redazione UNAP Informa • Data: 17 Dic 2024

In arrivo diverse sorprese per chi riceverà il primo cedolino dell’anno nel 2025. L’assegno potrebbe infatti essere più pesante o più leggero, a seconda di alcuni fattori. Qui di seguito le principali informazioni e le risposte a possibili dubbi.

Data del primo pagamento

Il primo accredito della pensione avverrà il 3 gennaio 2025, il secondo giorno bancabile del mese: essendo il primo gennaio giorno festivo, il primo giorno bancabile è automaticamente il 2 gennaio. Per questo l’accredito avverrà il giorno successivo.

Effetto rivalutazione

Il primo assegno dell’anno potrebbe prevedere importi leggermente superiori oppure inferiori a causa del conguaglio effettuato dall’Inps. Perché? È l’effetto della rivalutazione, procedura che prevede l’adeguamento del cedolino al costo della vita sulla base del tasso di inflazione determinato per l’anno che sta per concludersi. Per il 2025 le pensioni avranno un leggero aumento per adeguarsi all’inflazione che sarà pari allo 0,8%. Per il 2024 è stato invece confermato al 5,4% l’indice di adeguamento all’inflazione: per questa ragione non saranno necessari conguagli.

Gli aumenti previsti

La novità è il ritorno al meccanismo a scaglioni al posto di quello per fasce di quest’anno. Nel 2025 l’aumento dello 0,8% sarà riconosciuto agli assegni di importo fino a quattro volte il trattamento minimo di quest’anno, pari a 2.394,44 euro; la parte invece oltre quattro volte il minimo e fino a cinque volte sarà maggiorata dello 0,72% e la parte ulteriore sarà incrementata dello 0,60%.

Le pensioni minime

Previsto anche l’adeguamento delle pensioni minime, che passeranno da 598,61 euro lordi mensili a 603,40 euro: con l’aggiunta della rivalutazione straordinaria voluta dal governo Meloni, che nel 2025 viene portata dal 2,7% al 2,2%, per le pensioni minime l’importo massimo sale a 617,89 euro.

Nuovi importi per le pensioni assistenziali

La rivalutazione riguarderà poi anche i trattamenti di tipo assistenziale: ad esempio, per la pensione di invalidità civile il nuovo valore sarà pari a 336 euro, mentre per l’Assegno sociale il nuovo importo è pari a 538,68 euro.

Addizionali regionali e comunali

Occhio di nuovo alle addizionali: sul cedolino di gennaio, infatti, tornano a essere applicate le addizionali regionali e comunali a saldo per il 2024, dopo il consueto stop di dicembre. Il cedolino di gennaio è anche l’occasione con la quale l’Inps effettua il ricalcolo a consuntivo delle ritenute effettuate nel corso del 2023, tanto per l’Irpef quanto per le addizionali regionali e comunali a saldo.

Cosa può succedere

Nel caso in cui le trattenute non siano state sufficienti a compensare quanto dovuto, allora l’Inps – in qualità di sostituto d’imposta – andrà a recuperare la differenza sulle rate di pensione di gennaio e febbraio 2025, anche con azzeramento dell’importo della pensione in pagamento laddove le imposte siano risultate pari o superiori all’importo del rateo mensile in pagamento. In ogni caso va ricordato che viene anche effettuata la rateizzazione, specie per coloro che ricevono una pensione annua fino a 18 mila euro e hanno un conguaglio a debito di importo superiore a 100 euro: in questo caso le rate vengono estese fino a novembre.

Le nuove regole di calcolo delle pensioni

Il primo cambiamento che interesserà le pensioni riguarda il calcolo degli assegni. Dal 1° gennaio 2025, infatti, verranno applicate nuove regole per determinare l’importo delle pensioni per coloro che rientrano nel sistema contributivo, cioè per chi ha iniziato a versare i contributi dal 1° gennaio 1996. A partire dal 2025, il coefficiente di trasformazione per il calcolo dell’assegno sarà più basso rispetto a quello utilizzato nell’ultimo biennio. Questo significa che, a parità di contributi versati, chi andrà in pensione nel 2025 riceverà un importo inferiore rispetto chi ci è andato nel 2024. Tuttavia, chi andrà in pensione nel 2025 potrà beneficiare di una rivalutazione più favorevole dei contributi versati durante la propria attività lavorativa.

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