Contributi INPS al 50% anche per pensionati autonomi con sistema contributivo

Pensionati - 21 Nov 2025

L’INPS ha confermato un’importante apertura: la riduzione del 50% dei contributi previdenziali spetta anche ai lavoratori autonomi ultra 65enni che percepiscono una pensione calcolata interamente con il sistema contributivo. Si tratta di un chiarimento atteso, che supera interpretazioni precedenti più restrittive e recepisce l’orientamento giurisprudenziale della Corte di Cassazione, secondo cui la normativa non distingue più tra pensioni retributive, miste o contributive.

L’obiettivo è rendere omogenea l’applicazione della misura e riconoscere il beneficio a tutti i pensionati che continuano a svolgere attività autonoma, indipendentemente dal metodo di calcolo del loro assegno previdenziale.

Beneficiari e requisiti per ottenere lo sconto

beneficiari della riduzione sono i lavoratori iscritti alle gestioni autonome dell’INPS, ovvero artigiani, commercianti e coltivatori diretti, che rispettano precise condizioni:

  • aver compiuto almeno 65 anni;

  • essere titolari di una pensione diretta INPS, retributiva, mista o contributiva;

  • continuare a svolgere attività autonoma soggetta a contribuzione.

Rientrano nella platea anche coloro che percepiscono la pensione dalla Gestione Separata, le lavoratrici che hanno utilizzato Opzione Donna e i soggetti privi di anzianità contributiva prima del 1996. La norma di riferimento rimane l’art. 59, comma 15, della Legge 449/1997, che consente la riduzione della contribuzione IVS per gli autonomi già pensionati.

Cosa cambia con il nuovo orientamento dell’INPS

Il principale cambiamento riguarda l’eliminazione della distinzione tra pensioni calcolate con metodi diversi. La riduzione del 50% si applica ora in modo uniforme a tutte le pensioni dirette INPS, chiarendo definitivamente che il sistema contributivo non rappresenta un ostacolo.

L’aliquota IVS viene così dimezzata dal 24% al 12%, calcolata sull’intero reddito imponibile, anche sulla quota che supera il minimale. Sebbene i contributi versati risultino inferiori, essi continuano a produrre diritto al supplemento di pensione, che sarà naturalmente proporzionale al minore ammontare versato.

Esclusioni e limitazioni previste

Il beneficio non è universale. Restano esclusi i titolari di pensione non gestita dall’INPS, come gli ex dipendenti di enti ora soppressi ma confluiti in gestioni diverse (ad esempio ex-Ipost, ex-Enpals, ex-Inpdap, ex-Ferrovie dello Stato).

Inoltre, lo sconto non si applica automaticamente: è sempre richiesta una domanda formale all’INPS da parte dell’interessato. L’agevolazione resta valida finché permangono i requisiti anagrafici e previdenziali.

Come fare domanda e quali sono le tempistiche

Per accedere alla riduzione è necessario:

  1. Verificare il possesso dei requisiti (età, pensione diretta INPS, attività autonoma attiva).

  2. Presentare la domanda alla propria gestione (artigiani, commercianti o agricoli), tramite portale INPS o intermediario abilitato.

  3. Attendere la conferma dell’INPS, dopo la quale l’agevolazione decorre dalle mensilità successive.

  4. In caso di precedenti domande respinte per via del sistema contributivo, è possibile ripresentare la richiesta alla luce del nuovo indirizzo amministrativo.

Non è prevista una scadenza annuale: la riduzione decorre dalla data di accoglimento e può essere applicata per tutti gli anni in cui l’interessato mantiene i requisiti.