Quanto costa ai pensionati il taglio all’indicizzazione della pensione?

La Legge di Bilancio 2019 ha introdotto il blocco dell’indicizzazione delle pensioni, che insieme ai diversi interventi compiuti nei sette anni precedenti, costa almeno una mensilità netta ogni anno. La mancata rivalutazione infatti ammonterebbe, per il periodo tra il 2011 e il 2019, a 79 euro al mese, all’interno di una pensione di 1.500 euro lordi.

Spalmati su 12 mesi, diventano mille euro ogni anno, una perdita pari quasi ad una mensilità, circa il 5,32% del trattamento pensionistico. Se poi si tiene conto anche del blocco per il 2019 stabilito dal Governo, agli ex lavoratori costerà 94,62 euro ogni mese, corrispondente a 1.230 euro all’anno. Ogni anno il pensionato pagherà con una mensilità netta in meno, che crescerà fino al 2021.

Stando ai dati, un pensionato che percepiva 1.900 euro lordi al mese nel 2011, ha subito una perdita del 6,12% a 1.511 euro lordi, pari ad una mensilità netta in meno ogni anno. Più sale la pensione, più il costo è maggiore: per un trattamento di 4 mila euro lordi al mese, la perdita sarà del 12,88% della pensione, circa 6.500 euro lordi e 2,5 mensilità nette in meno ogni anno. Il trend insomma non sembra cambiare, ma risulta in continuo aumento.