Rivalutazione pensioni 2020: aumenti e novità

Sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, alla fine di novembre 2019, il decreto del ministero dell’Economia che fisserà il tasso effettivo di rivalutazione delle pensioni erogate dall’Inps a partire dal 1° gennaio 2020. In base a quanto reso noto sinora, è previsto un nuovo aumento delle pensioni nel 2020 grazie alla perequazione, cioè all’adeguamento degli assegni all’inflazione: secondo quanto rilevato dai dati Istat, nel dettaglio, l’aumento spettante sulle pensioni dovrebbe essere pari allo 0.60%.

In parole semplici, tutte le prestazioni riconosciute dall’Inps dovrebbero aumentare sino a un massimo dello 0,6%, in base all’importo dell’assegno.

A beneficiare dell’aumento pensioni 2020 saranno non solo le pensioni dirette (di vecchiaia, di anzianità, anticipata…), ma anche gli assegni e le pensioni d’invalidità e d’inabilità, l’assegno e la pensione sociale e le pensioni ai superstiti. Inoltre, i trattamenti che sono limitatamente cumulabili con gli altri redditi, ad esempio l’assegno ordinario d’invalidità e la pensione di reversibilità, subiranno delle riduzioni più basse per effetto dell’incremento delle soglie di reddito.

Per le pensioni più alte, poi, è confermato il meccanismo di rivalutazione del trattamento, con un adeguamento al costo della vita che va dal 100% al 40% dell’inflazione, secondo l’importo dell’assegno; le pensioni da 3 a 4 volte il trattamento minimo potranno però beneficiare del 100% della rivalutazione, e non più del 97%. Sugli assegni più alti continuerà ad essere operato il cosiddetto taglio delle pensioni d’oro, che comporterà l’applicazione di un contributo di solidarietà sino al 40%.

Per quanto riguarda le pensioni da liquidare col sistema di calcolo contributivo, è stato appena reso noto il tasso di capitalizzazione per la rivalutazione dei contributi accantonati, che risulta superiore all’1,8%. Sono, invece, confermati per il 2020 gli stessi coefficienti di trasformazione del 2019, che trasformano il montante contributivo (cioè la somma dei contributi accantonati e rivalutati) in pensione.

Ma procediamo per ordine, e vediamo, in merito alla pensione 2020, come cambiano gli importi.

Come funziona la rivalutazione della pensione? 
La rivalutazione, o perequazione della pensione, consiste nell’adeguamento dell’importo del trattamento economico erogato dall’ente previdenziale all’inflazione.

Nel 2019, l’adeguamento della pensione in misura pari al 100% dell’inflazione è stato applicato soltanto alle pensioni d’importo sino a 3 volte il minimo. Dal 2020, dovrebbe essere applicato anche alle pensioni che ammontano sino a 4 volte il minimo.

Ricordiamo che il trattamento minimo per il 2019 ammonta a 513,01 euro mensili; in base agli aumenti previsti, l’ammontare mensile per il 2020 dovrebbe risultare pari a 516,09 euro. Qui la Guida completa al trattamento minimo.

Come si rivaluta la pensione dal 2020?
Le pensioni che superano di 4 volte il trattamento minimo subiscono una riduzione della rivalutazione; il meccanismo di perequazione è cambiato dal 2019, rispetto agli adeguamenti applicati in precedenza, e verrà ulteriormente modificato nel 2020. Nel dettaglio:

  • per le pensioni fino a 3 volte il minimo, l’adeguamento è pari al 100%;
  • per le pensioni oltre 3 e fino a 4 volte il minimo, l’adeguamento è ugualmente previsto nella misura del 100% per il 2020; è del 97% nel 2019;
  • per le pensioni oltre 4 e fino a 5 volte il minimo è del 77%;
  • per le pensioni oltre 5 e fino a 6 volte il minimo è del 52%;
  • per le pensioni oltre 6 e fino a 8 volte il minimo è del 47%;
  • per le pensioni oltre 8 e fino a 9 volte il minimo è del 45%;
  • per le pensioni oltre 9 volte il minimo è del 40%.

In pratica, con questo sistema, chi possiede una pensione sino a 2052 euro lordi mensili circa beneficia della rivalutazione della pensione in misura piena, pari allo 0,6% in più.