Pensioni 2026: aumenti da marzo, taglio IRPEF e arretrati nel cedolino
Pensionati - 13 Feb 2026
Dal mese di marzo 2026 arrivano novità rilevanti per milioni di pensionati italiani. Gli assegni saranno interessati da incrementi legati alla rivalutazione annuale e da modifiche fiscali che incideranno direttamente sull’importo netto in pagamento.
Le misure previste per il 2026 mirano a rafforzare il potere d’acquisto delle pensioni, intervenendo sia sul meccanismo di perequazione sia sulla tassazione applicata ai redditi medio-bassi. Gli effetti concreti saranno visibili nel cedolino di marzo, che conterrà anche eventuali arretrati relativi ai mesi precedenti.
Taglio IRPEF e benefici per i redditi medio-bassi
Una delle novità principali riguarda la riduzione della seconda aliquota IRPEF, che passa dal 35% al 33% per la fascia di reddito compresa tra 28.000 e 50.000 euro. Questo intervento produce un alleggerimento fiscale anche per i pensionati che rientrano in tale scaglione.
Il beneficio non si traduce in un aumento uguale per tutti, ma comporta un miglioramento dell’importo netto per chi rientra nella fascia interessata. L’effetto sarà calcolato direttamente nel cedolino mensile e potrà variare in base alla situazione personale e alle eventuali detrazioni spettanti.
Rivalutazione e perequazione automatica
Oltre alla revisione fiscale, le pensioni vengono adeguate attraverso il meccanismo della perequazione automatica al costo della vita. Per il 2026 l’incremento stimato si attesta intorno all’1,4%, applicato in misura piena sugli assegni fino a quattro volte il trattamento minimo e in modo progressivamente ridotto per quelli di importo superiore.
La rivalutazione consente di adeguare gli assegni all’andamento dell’inflazione, preservando il valore reale delle prestazioni previdenziali. L’applicazione è differenziata in base all’importo della pensione, secondo il sistema a scaglioni previsto dalla normativa.
Arretrati e conguagli nel cedolino di marzo
Il cedolino di marzo 2026 potrebbe includere anche i conguagli relativi ai mesi di gennaio e febbraio, qualora le nuove disposizioni fiscali siano state applicate con effetto retroattivo.
Tabella riepilogativa novità pensioni 2026
| Intervento | Decorrenza | Effetto |
|---|---|---|
| Riduzione aliquota IRPEF | Marzo 2026 | Aumento importo netto per redditi 28.000–50.000 € |
| Perequazione automatica | Gennaio 2026 | Adeguamento stimato intorno all’1,4% |
| Conguagli arretrati | Marzo 2026 | Recupero differenze gennaio-febbraio |
FAQ – Pensioni 2026
Quando si vedranno gli aumenti?
Gli effetti principali saranno visibili nel cedolino di marzo 2026.
Chi beneficia del taglio IRPEF?
I pensionati con redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro.
La rivalutazione vale per tutti?
Sì, ma in misura piena solo fino a quattro volte il minimo; per importi superiori l’incremento è ridotto.
Sono previsti arretrati?
Sì, nel cedolino di marzo potrebbero essere riconosciuti i conguagli di gennaio e febbraio.
L’importo netto può diminuire?
In alcuni casi sì, per effetto delle addizionali regionali e comunali.