Permessi legge 104 2026: requisiti, giorni spettanti, novità e come fare domanda

Invalidità e Disabilità - 11 Mar 2026

I permessi legge 104 2026 si arricchiscono di una novità rilevante per migliaia di lavoratori e caregiver: dal 1° gennaio 2026, per effetto della legge 106 del 18 luglio 2025, chi convive con patologie gravi, croniche o oncologiche — o assiste un familiare in tali condizioni — ha diritto a 10 ore aggiuntive annue di permesso retribuito, da utilizzare per visite specialistiche, esami diagnostici e terapie. Questa novità si aggiunge ai classici 3 giorni mensili retribuiti previsti dall’art. 33 della legge 104/1992, che rimangono invariati. Parallelamente, la riforma dell’accertamento della disabilità (D.Lgs. 62/2024) ha semplificato le procedure di riconoscimento, con il nuovo certificato medico introduttivo esteso a livello nazionale dal 1° gennaio 2026. Chi assiste un anziano, un genitore o un familiare con disabilità grave ha oggi a disposizione più strumenti e procedure più rapide.

Permessi legge 104 2026: chi ha diritto e quali sono i requisiti

I permessi legge 104 2026 spettano a due categorie di beneficiari. La prima è il lavoratore con disabilità grave riconosciuta ai sensi dell’art. 3, comma 3, della legge 104/1992: può usufruire dei permessi per sé stesso. La seconda è il lavoratore che assiste un familiare disabile grave: può usufruire dei permessi per prestare assistenza.

Sul piano lavorativo, possono accedere ai permessi tutti i lavoratori dipendenti — pubblici e privati, anche con contratto part-time — assicurati per le prestazioni economiche di maternità presso l’INPS. Sono esclusi i lavoratori autonomi e i liberi professionisti, che non rientrano nella disciplina della legge 104 per i permessi lavorativi.

Sul piano familiare, i soggetti che possono assistere una persona con disabilità grave sono: il coniuge o il convivente di fatto, il partner unito civilmente, i genitori (anche adottivi), i figli, i fratelli e sorelle, e i parenti o affini entro il terzo grado — questi ultimi solo se i genitori, il coniuge o i conviventi del disabile abbiano più di 65 anni o siano anch’essi disabili. La persona assistita non deve essere ricoverata a tempo pieno in struttura che garantisce assistenza sanitaria continuativa.

Permessi legge 104 2026: quanti giorni spettano e come si usano

Il monte ore e giorni disponibili nel 2026 è articolato in tre misure distinte. La prima è il permesso mensile di 3 giorni retribuiti, frazionabili in ore (massimo 2 ore al giorno per chi ha un orario superiore alle 6 ore, 1 ora al giorno per orari inferiori). I giorni non fruiti nel mese non si cumulano al mese successivo: vanno utilizzati entro il mese di riferimento o si perdono.

La seconda misura, introdotta dalla legge 106/2025, è il pacchetto di 10 ore aggiuntive annue retribuite, riservato ai lavoratori con patologie oncologiche, invalidanti o croniche gravi, e ai loro familiari caregiver. Queste ore si sommano ai 3 giorni mensili e sono destinate esclusivamente a visite specialistiche, esami diagnostici e terapie. Ogni utilizzo deve essere documentato da certificazione sanitaria.

La terza misura è il congedo straordinario, previsto dall’art. 42, comma 5, del D.Lgs. 151/2001: fino a 2 anni nell’arco della vita lavorativa, frazionabili, per assistere un familiare convivente con disabilità grave. Durante il congedo straordinario si ha diritto alla conservazione del posto di lavoro e all’indennità INPS commisurata all’ultima retribuzione.

Tabella riepilogativa permessi legge 104 2026

Misura Quantità Retribuzione A chi spetta
Permessi mensili 3 giorni/mese (frazionabili in ore) Piena, a carico INPS Disabile grave + caregiver familiare
Ore aggiuntive (novità 2026) 10 ore/anno Piena, a carico INPS Patologie gravi/croniche/oncologiche + caregiver
Congedo straordinario Fino a 2 anni (vita lavorativa) Indennità INPS (ultima retribuzione) Caregiver familiare convivente
Riposi orari giornalieri 1 o 2 ore/giorno Piena, a carico INPS Solo lavoratore con disabilità grave

La novità 2026: accertamento disabilità semplificato con il D.Lgs. 62/2024

Per ottenere i permessi legge 104 2026 è necessario che la disabilità grave sia riconosciuta dalla Commissione medica integrata ASL/INPS. Dal 1° gennaio 2026 la procedura di accertamento è stata semplificata in tutto il territorio nazionale grazie al D.Lgs. 62/2024. Il certificato medico introduttivo viene ora trasmesso direttamente dal medico di base o da uno specialista accreditato in via telematica all’INPS, che funge da accertatore unico. Si avviano così due fasi distinte: la valutazione di base — che sostituisce i vecchi accertamenti frammentati tra ASL e INPS — e la valutazione multidimensionale, che porta alla definizione del progetto di vita personalizzato entro il 2027.

Il termine per presentare la domanda di riconoscimento all’INPS è di 30 giorni dalla data del certificato medico introduttivo: oltre quel termine il certificato perde validità e occorre rifarne uno. Una volta ottenuto il verbale di disabilità grave, il lavoratore può presentare la domanda di permessi retribuiti all’INPS e poi comunicare la copia al datore di lavoro.

Come fare domanda per i permessi legge 104 all’INPS nel 2026

La domanda di permessi retribuiti legge 104 si presenta esclusivamente in modalità telematica, in tre modi: direttamente sul portale INPS accedendo con SPID, CIE o CNS tramite il servizio dedicato; tramite il Contact Center INPS; oppure tramite un patronato abilitato come UNAP.

Dopo aver presentato la domanda all’INPS — che viene lavorata entro 30 giorni — il lavoratore deve consegnare copia della domanda al datore di lavoro, insieme al numero di protocollo INPS. Il datore di lavoro non può rifiutare i permessi: come chiarito dalla Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 5611/2025, i permessi legge 104 non necessitano di autorizzazione da parte dell’azienda, ma solo di comunicazione. Il datore può tuttavia richiedere un ragionevole preavviso per organizzare l’attività lavorativa.

Permessi legge 104 2026: cosa non si può fare durante il permesso

L’utilizzo scorretto dei permessi legge 104 2026 espone il lavoratore a conseguenze gravi, fino al licenziamento per giusta causa. La Cassazione ha confermato in più occasioni che il permesso deve essere utilizzato in attività che rechino un vantaggio diretto o indiretto alla persona assistita: non è necessario trascorrere l’intera giornata accanto al familiare, ma le attività svolte devono comunque essere funzionali all’assistenza.

Se il datore di lavoro o l’INPS accertano un utilizzo improprio con prove concrete, scattano sanzioni disciplinari. La decadenza dal diritto ai permessi è prevista dall’art. 33, comma 7-bis, della legge 104/1992 nei casi in cui vengano meno le condizioni dichiarate nella domanda. Il lavoratore è obbligato a comunicare tempestivamente all’INPS e al datore di lavoro qualsiasi variazione della situazione di fatto o di diritto entro 30 giorni dall’evento.

UNAP Informa: supporto per i permessi legge 104 2026

Gli operatori UNAP supportano caregiver familiari e persone con disabilità in tutte le fasi: dalla presentazione della domanda di riconoscimento della disabilità grave all’INPS, alla compilazione della domanda di permessi retribuiti, fino alla verifica del corretto accreditamento dei giorni in busta paga. Per chi deve utilizzare anche le nuove 10 ore aggiuntive annue introdotte dalla legge 106/2025, UNAP può verificare i requisiti e predisporre la documentazione sanitaria richiesta.

Per approfondire, consulta anche la nostra guida sull’indennità di accompagnamento 2026 e quella sul bonus anziani 2026. Trova lo sportello UNAP più vicino a te.

Domande frequenti sui permessi legge 104 2026

Quanti giorni di permesso spettano con la legge 104 nel 2026?
Spettano 3 giorni mensili retribuiti, frazionabili in ore. Dal 1° gennaio 2026, chi ha patologie gravi, croniche o oncologiche — o assiste un familiare in tali condizioni — ha diritto anche a 10 ore aggiuntive annue introdotte dalla legge 106/2025, da destinare a visite ed esami.

I giorni non utilizzati nel mese si possono riportare al mese successivo?
No. I 3 giorni mensili devono essere fruiti entro il mese di riferimento. I giorni non utilizzati si perdono e non si cumulano. Diversamente, le 10 ore aggiuntive annue possono essere utilizzate in qualsiasi momento nell’arco dell’anno solare.

Il datore di lavoro può rifiutare i permessi legge 104?
No. La concessione dei permessi è di esclusiva competenza dell’INPS. Il datore di lavoro non può rifiutarli, ma può richiedere un ragionevole preavviso per organizzare l’attività aziendale. Lo ha confermato la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 5611/2025.

Permessi legge 104 2026: domanda, accertamento e casi particolari

Come si fa domanda per i permessi legge 104 nel 2026?
La domanda si presenta telematicamente all’INPS tramite portale con SPID, CIE o CNS, tramite Contact Center o tramite patronato UNAP. Dopo l’approvazione INPS (entro 30 giorni), si consegna copia della domanda con protocollo al datore di lavoro.

Cosa cambia con la riforma dell’accertamento disabilità dal 2026?
Dal 1° gennaio 2026 il certificato medico introduttivo viene trasmesso direttamente dal medico all’INPS in via telematica. L’INPS diventa accertatore unico, con valutazione di base e valutazione multidimensionale. L’obiettivo è ridurre i tempi e semplificare l’iter rispetto al sistema precedente, frammentato tra ASL e INPS.

Anche i lavoratori part-time hanno diritto ai 3 giorni mensili interi?
Sì. La Corte di Cassazione ha chiarito che il diritto ai 3 giorni mensili non è comprimibile in ragione dell’orario part-time. Chi lavora part-time ha diritto agli stessi 3 giorni interi dei lavoratori a tempo pieno.