ADI assistenza domiciliare integrata 2026: guida completa per accedere al servizio e alle prestazioni INPS
Disabilità e Non Autosufficienza - 10 Giu 2026
L’ADI assistenza domiciliare integrata è il servizio pubblico che porta cure mediche, infermieristiche e riabilitative direttamente a casa delle persone non autosufficienti o in condizioni di fragilità. Nel 2026 il sistema è stato rafforzato dalla riforma della non autosufficienza e da nuovi strumenti INPS — tra cui il potenziato Assegno di Inclusione — che si affiancano al percorso sanitario. Questa guida spiega chi ha diritto all’ADI, come si attiva attraverso la ASL e quali prestazioni economiche INPS è possibile abbinare.
Che cos’è l’ADI: due acronimi, un obiettivo comune
Prima di tutto è necessario chiarire un punto che genera spesso confusione: il termine ADI nel 2026 indica due misure distinte che, però, spesso si intrecciano nella vita delle persone fragili.
- ADI – Assistenza Domiciliare Integrata: è un servizio sanitario erogato dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN) tramite le ASL. Fornisce cure mediche, infermieristiche, riabilitative e socio-assistenziali direttamente al domicilio del paziente. Non è una prestazione economica.
- ADI – Assegno di Inclusione: è una prestazione assistenziale economica erogata dall’INPS, introdotta dal D.L. 48/2023 in sostituzione del Reddito di Cittadinanza. Sostiene le famiglie in condizione di povertà con almeno un componente fragile.
Questa guida tratta entrambi, spiegando come si attiva l’ADI sanitaria e quali strumenti INPS — Assegno di Inclusione incluso — possono integrare il sostegno economico delle famiglie che ne hanno bisogno.
ADI assistenza domiciliare integrata: cos’è e a chi spetta nel 2026
L’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) è un servizio pubblico che consente di ricevere cure sanitarie e socio-assistenziali direttamente a casa, evitando ricoveri non necessari e garantendo continuità terapeutica. È definita “integrata” perché coinvolge più figure professionali e diversi ambiti di intervento: sanitario, infermieristico, riabilitativo e socio-assistenziale.
Le prestazioni incluse nel servizio ADI comprendono generalmente:
- assistenza medica e infermieristica a domicilio
- fisioterapia e riabilitazione motoria
- monitoraggio delle patologie croniche
- medicazioni, somministrazione di terapie e assistenza respiratoria
- supporto socio-assistenziale integrato con i servizi del Comune
- educazione sanitaria ai familiari e ai caregiver
I destinatari dell’ADI sanitaria sono le persone non autosufficienti, in condizioni di fragilità, con patologie in atto — anche temporanee — che non permettono la gestione dei problemi sanitari con sole cure ambulatoriali. Rientrano in questa categoria: anziani con patologie croniche o degenerative, persone con disabilità grave, pazienti dimessi dall’ospedale con necessità di continuità assistenziale e malati terminali.
Come si attiva l’ADI: il percorso dalla ASL al domicilio
L’accesso al servizio di ADI assistenza domiciliare integrata segue un percorso preciso, gestito interamente dalla ASL territoriale di riferimento.
Passo 1 — Richiesta del medico di medicina generale
Il primo passo è rivolgersi al proprio medico di medicina generale (MMG), che valuta il paziente e — se sussistono i requisiti — redige una richiesta formale all’ASL tramite apposita modulistica. In caso di dimissione ospedaliera, la segnalazione può provenire direttamente dal medico della struttura.
Passo 2 — Valutazione multidimensionale (UVM)
La ASL, ricevuta la richiesta, attiva il Punto Unico di Accesso (PUA) e, per i casi più complessi, l’Unità di Valutazione Multidimensionale (UVM). L’équipe — composta da medico, infermiere e assistente sociale — effettua una valutazione globale del bisogno sanitario, assistenziale e sociale della persona. Da questa analisi nasce il Piano di Assistenza Individualizzato (PAI), che definisce le prestazioni da erogare e la loro frequenza.
Passo 3 — Scelta dell’ente erogatore e avvio del servizio
Una volta validato il PAI, il paziente (o un familiare) può scegliere l’ente erogatore tra quelli accreditati dalla Regione. I tempi di attivazione variano in base all’urgenza: entro 72 ore per i casi urgenti, entro 7 giorni per i casi ordinari.
| Livello ADI sanitaria | Intensità | Durata massima | Indicazione tipica |
|---|---|---|---|
| ADI Base / Bassa intensità | Max 5 giorni su 7 | Oltre 1 anno | Malattie croniche stabilizzate |
| ADI Media intensità | Max 6 giorni su 7 | Fino a 1 anno | Patologie riacutizzate o post-acute |
| ADI Alta intensità | 7 giorni su 7 | Fino a 6 mesi | Malattie terminali, stati vegetativi, patologie neurodegenerative avanzate |
Le prestazioni sanitarie dell’ADI sono interamente coperte dal SSN per chi ne ha diritto. Eventuali interventi aggiuntivi non inclusi nel PAI (ad esempio un maggiore supporto domestico) possono restare a carico della famiglia.
ADI e INPS: l’Assegno di Inclusione 2026 per le famiglie fragili
Chi usufruisce dell’ADI sanitaria può avere diritto anche all’Assegno di Inclusione (ADI-INPS), la prestazione assistenziale economica introdotta dal D.L. 48/2023 e confermata — con importanti novità — dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025).
L’Assegno di Inclusione è riconosciuto ai nuclei familiari che presentano almeno uno dei seguenti componenti:
- persona con disabilità (come definita dal DPCM 159/2013)
- minorenne
- persona con almeno 60 anni di età
- persona in condizione di svantaggio inserita in programmi di cura e assistenza sociosanitaria certificati dalla pubblica amministrazione
L’ADI sanitaria stessa, quindi, può costituire il requisito di “condizione di svantaggio” che apre l’accesso all’Assegno di Inclusione INPS — un collegamento fondamentale che molte famiglie non conoscono.
Per approfondire la riforma della disabilità che ridisegna i percorsi di accesso alle prestazioni nel 2026, consulta la nostra guida: Riforma disabilità 2026: domanda, certificato medico e novità INPS.
Importi e requisiti dell’Assegno di Inclusione INPS 2026
La Legge di Bilancio 2026 ha apportato modifiche significative all’Assegno di Inclusione INPS, rendendolo più stabile e accessibile. Di seguito i dati aggiornati da fonte INPS (Messaggio n. 640 del 23 febbraio 2026 e Messaggio n. 214 del 22 gennaio 2026).
| Componente dell’Assegno di Inclusione | Importo massimo annuo | Note |
|---|---|---|
| Quota A – Integrazione reddito familiare (standard) | 6.500 €/anno (≈ 542 €/mese) | Moltiplicato per la scala di equivalenza ADI |
| Quota A maggiorata – Nucleo composto solo da over 67 o disabili gravi/non autosufficienti | 7.560 €/anno (dato da confermare su circolare INPS 2026) | Soglia di reddito familiare massima per l’accesso: 8.190 €/anno per questi nuclei |
| Quota B – Contributo affitto (nuclei in locazione) | Fino a 3.640 €/anno (≈ 303 €/mese) | 1.950 €/anno per nuclei composti solo da over 67 o disabili gravi |
| Importo minimo garantito | 480 €/anno | Il beneficio non può essere inferiore a questa soglia |
| ISEE massimo richiesto | 10.140 € | Con il nuovo ISEE per prestazioni familiari e inclusione (L. 199/2025, art. 1 c. 208) |
Le somme percepite tramite l’Assegno di Inclusione INPS sono esenti da IRPEF. Il beneficio viene erogato mensilmente su una Carta di Inclusione (carta di pagamento elettronica ricaricabile). È vietato l’uso della carta all’estero, per acquisti online e per prodotti non consentiti dal decreto interministeriale.
Le novità 2026 sull’Assegno di Inclusione: niente più mese di sospensione
La principale modifica introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 (art. 1, comma 158, L. 199/2025) riguarda la durata e il rinnovo del beneficio.
- Eliminato il mese di sospensione obbligatoria: dal 1° gennaio 2026, dopo i primi 18 mesi di erogazione e dopo ogni rinnovo, non è più prevista la pausa di un mese. Le famiglie possono richiedere il rinnovo dal mese successivo all’ultimo pagamento senza interruzioni.
- Prima mensilità di rinnovo al 50%: la prima mensilità successiva al rinnovo viene erogata nella misura del 50% dell’importo spettante; dalla seconda mensilità riprende l’erogazione piena.
- Durata invariata: il beneficio continua ad avere una durata massima di 18 mesi, rinnovabile per periodi successivi di 12 mesi.
- Nuovo ISEE per le prestazioni familiari e per l’inclusione: dal 1° gennaio 2026 (Messaggio INPS n. 102 del 12 gennaio 2026), il calcolo dell’ISEE ai fini ADI utilizza regole più favorevoli: la franchigia sulla prima casa di proprietà è innalzata da 52.500 € a 91.500 € (o 120.000 € nei Comuni capoluogo delle città metropolitane), con un ulteriore incremento di 2.500 € per ogni figlio convivente successivo al primo.
Il rafforzamento delle risorse è confermato dallo stanziamento aggiuntivo di 160 milioni di euro per il 2026, con incrementi progressivi negli anni successivi fino al 2033.
Se sei interessato all’ISEE sociosanitario per l’accesso alle prestazioni di assistenza, leggi anche: ISEE sociosanitario 2026: cos’è, come si calcola e quando serve.
ADI assistenza domiciliare integrata e indennità di accompagnamento: come si combinano
Chi riceve l’ADI sanitaria ha spesso diritto anche all’Indennità di Accompagnamento INPS, la prestazione assistenziale per invalidi civili totali che non sono in grado di deambulare autonomamente o di compiere gli atti quotidiani della vita senza assistenza continua.
Per il 2026 l’importo dell’Indennità di Accompagnamento è pari a 551,53 euro mensili (circa 6.618 euro l’anno), a seguito della rivalutazione automatica dell’1,4% e della correzione delle tabelle disposta con il Messaggio INPS n. 628 del 23 febbraio 2026. La prestazione è compatibile con l’ADI sanitaria e non richiede limiti di reddito. Per approfondire: Indennità di Accompagnamento 2026: Importo Aggiornato, Requisiti e Come Fare Domanda.
Per chi ha più di 80 anni e soddisfa i requisiti di non autosufficienza, è disponibile anche la Prestazione Universale: consulta la guida Domanda prestazione universale: requisiti INPS 2026 per anziani over 80.
Come fare domanda per l’Assegno di Inclusione INPS 2026
La procedura per richiedere l’Assegno di Inclusione INPS si articola in tre passaggi obbligatori e sequenziali.
- Ottenere un ISEE 2026 valido — calcolato con le nuove regole più favorevoli per le famiglie con componenti fragili. Può essere richiesto gratuitamente presso un CAF o patronato.
- Presentare la domanda INPS — online sul portale INPS con SPID, CIE o CNS; tramite patronato o CAF (previa convenzione con INPS); oppure chiamando il numero verde INPS 803.164 (gratuito da rete fissa) o 06.164.164 da cellulare.
- Sottoscrivere il Patto di Attivazione Digitale (PAD) — il richiedente e i componenti del nucleo soggetti agli obblighi devono iscriversi alla piattaforma SIISL (Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa) e sottoscrivere il PAD. Questo passaggio è indispensabile: senza la firma del PAD, il pagamento non parte anche in caso di istruttoria positiva. In caso di nucleo familiare invariato rispetto al ciclo precedente, la decorrenza parte dal mese di presentazione della domanda; se la composizione del nucleo è variata, decorre dal mese di sottoscrizione del PAD.
Entro 120 giorni dalla sottoscrizione del PAD, il richiedente deve presentarsi presso i servizi sociali del Comune per un incontro. La mancata presentazione senza giustificato motivo comporta la sospensione del beneficio.
I componenti maggiorenni del nucleo non occupati e non iscritti a percorsi di studio sono tenuti ad aderire a un percorso di attivazione lavorativa. Sono esenti da quest’obbligo i titolari di pensione diretta, le persone con almeno 60 anni, chi ha carichi di cura per figli under 3 o tre o più figli minorenni, e le persone con disabilità.
Per chi ha già ricevuto il riconoscimento dell’invalidità civile o sta avviando la procedura di accertamento, è utile leggere: Accertamento invalidità civile 2026: domanda INPS, visita medica e tempi.
Cause di decadenza e incompatibilità dell’Assegno di Inclusione INPS
Il diritto all’Assegno di Inclusione decade nei seguenti casi:
- mancata sottoscrizione o rinnovo del PAD
- mancata presentazione all’incontro con i servizi sociali entro 120 giorni
- rifiuto ingiustificato di un’offerta di lavoro congrua (per i componenti attivabili)
- superamento delle soglie reddituali o patrimoniali durante il periodo di fruizione
- applicazione di misure cautelari o condanne per determinati reati
- mancato aggiornamento dell’ISEE entro i termini previsti
Chi è già beneficiario dell’ADI non deve presentare una nuova domanda per il rinnovo, ma deve semplicemente aggiornare l’ISEE affinché l’INPS possa ricalcolare l’importo corretto.
FAQ sull’ADI assistenza domiciliare integrata 2026
Domande frequenti
Chi può accedere all’ADI sanitaria nel 2026?
Possono accedere all’Assistenza Domiciliare Integrata le persone non autosufficienti o in condizioni di fragilità — parziale o totale, temporanea o permanente — che non sono in grado di recarsi autonomamente presso le strutture sanitarie ambulatoriali. Il requisito fondamentale è la residenza nel territorio della ASL competente e l’iscrizione al Servizio Sanitario Regionale.
L’ADI sanitaria è gratuita o a pagamento?
Le prestazioni sanitarie previste dal Piano di Assistenza Individualizzato (PAI) sono interamente coperte dal SSN e quindi gratuite per i beneficiari. Eventuali prestazioni aggiuntive non incluse nel PAI (come il supporto domestico extra) possono restare a carico della famiglia o del Comune, talvolta con tariffe legate all’ISEE.
Qual è l’ISEE massimo per richiedere l’Assegno di Inclusione INPS nel 2026?
Il requisito economico principale è un ISEE non superiore a 10.140 euro. Tuttavia, dal 1° gennaio 2026 si applica il nuovo ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione, che esclude dal calcolo la prima casa fino a 91.500 € (o 120.000 € nei comuni capoluogo metropolitani). Molte famiglie che prima erano escluse potrebbero ora rientrare nella soglia.
ADI sanitaria e Indennità di Accompagnamento sono compatibili?
Sì. L’Assistenza Domiciliare Integrata erogata dalla ASL è compatibile con l’Indennità di Accompagnamento INPS (importo 2026: 551,53 euro mensili, dopo la correzione delle tabelle con Messaggio INPS n. 628 del 23 febbraio 2026). Si tratta di misure con natura diversa — una è un servizio sanitario in natura, l’altra è una prestazione economica — e non sussistono cause di incompatibilità tra le due.
Quanto dura l’Assegno di Inclusione INPS e come si rinnova nel 2026?
Il beneficio ha una durata massima di 18 mesi continuativi, rinnovabile per periodi successivi di 12 mesi. Dal 2026, grazie alla Legge di Bilancio (L. 199/2025), è stato eliminato il mese di sospensione obbligatoria tra un ciclo e l’altro: la domanda di rinnovo può essere presentata dal mese successivo all’ultimo pagamento. Attenzione: la prima mensilità di rinnovo è erogata al 50% dell’importo ordinario.
Dove si rivolge chi vuole attivare l’ADI o fare domanda per l’Assegno di Inclusione?
Per l’ADI sanitaria il primo interlocutore è il medico di medicina generale, che avvia la richiesta alla ASL. Per l’Assegno di Inclusione INPS ci si può rivolgere a un patronato o CAF (il servizio è gratuito), oppure presentare domanda autonomamente sul portale INPS.it con SPID, CIE o CNS. UNAP offre assistenza tramite i propri sportelli territoriali.