Assegno sociale 2026 importi: quanto spetta, requisiti e come fare domanda INPS

Pensioni 2026, Prestazioni Assistenziali - 9 Apr 2026

L’assegno sociale 2026 è una prestazione assistenziale riconosciuta agli anziani in difficoltà economica che hanno compiuto 67 anni e non dispongono di una pensione o hanno un reddito molto basso. Dal 1° gennaio 2026, grazie alla rivalutazione automatica del +1,4% stabilita dalla Circolare INPS n. 153 del 19 dicembre 2025, l’importo mensile sale a 546,24 euro per 13 mensilità, per un totale annuo di 7.101,12 euro. Questa guida UNAP spiega nel dettaglio chi può richiederlo, quanto spetta nelle varie situazioni e come presentare la domanda.

Assegno sociale 2026: cos’è e a chi spetta

L’assegno sociale — spesso ancora chiamato con il vecchio nome di “pensione sociale” — è una prestazione assistenziale a carico della fiscalità generale, introdotta dalla Legge n. 335/1995. Non richiede alcun versamento contributivo pregresso: può ottenerlo anche chi non ha mai lavorato, come molte casalinghe, o chi ha versato contributi insufficienti per una pensione ordinaria. L’erogazione dipende esclusivamente dalla situazione economica del richiedente, non dalla sua storia lavorativa.

Hanno diritto all’assegno sociale i cittadini che soddisfano contemporaneamente questi requisiti:

  • hanno compiuto 67 anni di età (requisito anagrafico fermo per il biennio 2025-2026);
  • risiedono effettivamente e legalmente in Italia;
  • sono cittadini italiani, comunitari o extracomunitari in possesso di permesso di soggiorno di lungo periodo;
  • non superano i limiti di reddito previsti (vedi tabella sotto).

L’assegno è strettamente personale: non è reversibile ai superstiti in caso di decesso del titolare. Non si cumula con la pensione di vecchiaia, ma può integrare pensioni molto basse, coprendone la differenza fino alla soglia garantita.

Assegno sociale 2026: importo mensile e limiti di reddito

Dal 1° gennaio 2026 l’importo pieno dell’assegno sociale è di 546,24 euro mensili per tredici mensilità (non c’è tredicesima separata: la quattordicesima è inclusa nel computo delle 13 rate). Il valore annuo totale è 7.101,12 euro. L’aumento rispetto al 2025 (538,68 euro mensili) è di circa 7,56 euro al mese, in linea con la perequazione del +1,4%.

L’assegno non viene sempre corrisposto per intero. Il meccanismo è differenziale: l’INPS eroga la somma necessaria a portare il reddito del richiedente alla soglia garantita. Chi non ha alcun reddito riceve l’importo pieno; chi ha già una piccola pensione o altri entrate riceve solo la differenza fino al tetto.

Situazione Limite di reddito 2026 Importo erogato
Non coniugato, reddito zero 546,24 € mensili (importo pieno)
Non coniugato, reddito < 7.101,12 €/anno 7.101,12 € Importo ridotto (differenza tra soglia e reddito)
Non coniugato, reddito ≥ 7.101,12 €/anno 7.101,12 € Assegno non spettante
Coniugato, reddito familiare < 7.101,12 €/anno 7.101,12 € Importo pieno (se reddito familiare è zero)
Coniugato, reddito familiare tra 7.101,12 e 14.202,24 € 14.202,24 € Importo ridotto (differenza)
Coniugato, reddito familiare ≥ 14.202,24 €/anno 14.202,24 € Assegno non spettante

Quali redditi si contano e quali no

Per verificare il diritto all’assegno sociale, l’INPS considera il reddito complessivo personale (e del coniuge se sposati). Rientrano nel calcolo tutti i redditi assoggettabili a IRPEF, quelli esenti da IRPEF, le pensioni di qualsiasi tipo — comprese quelle estere — e gli assegni di mantenimento.

Sono invece esclusi dal calcolo del reddito ai fini dell’assegno sociale:

  • la rendita catastale dell’abitazione principale;
  • l’indennità di accompagnamento per invalidi civili;
  • il Trattamento di Fine Rapporto (TFR);
  • lo stesso importo dell’assegno sociale già percepito.

Questa distinzione è importante: un anziano che percepisce l’indennità di accompagnamento non la deve conteggiare come reddito, e quindi può mantenere il diritto all’assegno sociale anche se le due prestazioni convivono.

Incremento al milione e maggiorazione over 70

Per i titolari di assegno sociale con redditi molto bassi è previsto un meccanismo di incremento che può portare la prestazione a valori più elevati. La Legge di Bilancio 2025 ha prorogato anche per il 2026 l’incremento straordinario per le pensioni pari o inferiori al trattamento minimo, con una maggiorazione del +1,3% aggiuntivo fino a un massimo di 7,95 euro mensili. Combinando incremento al milione e maggiorazione, al compimento dei 70 anni l’assegno può raggiungere fino a 768,29 euro mensili per chi non supera determinate soglie reddituali e non è ricoverato in struttura a carico dello Stato.

Cosa succede se ci si trasferisce all’estero

L’assegno sociale è condizionato alla residenza effettiva in Italia. Se il titolare si trasferisce all’estero per più di 29 giorni consecutivi, l’INPS sospende l’erogazione. Se la permanenza fuori dall’Italia supera un anno intero, l’assegno viene revocato definitivamente: per ottenerlo di nuovo bisogna ripresentare la domanda. Questa regola colpisce in particolare i pensionati che trascorrono periodi lunghi all’estero per ragioni familiari o di cura: è consigliabile verificare preventivamente con il Patronato UNAP prima di partire.

Il modello RED: l’obbligo annuale di dichiarazione

Chi percepisce l’assegno sociale deve dichiarare annualmente i propri redditi all’INPS attraverso il modello RED. Questo modello serve a verificare che il beneficiario sia ancora in possesso dei requisiti reddituali. Se il modello non viene inviato entro la scadenza prevista, l’INPS sospende l’assegno nei primi 60 giorni di ritardo. Oltre questo termine, la prestazione decade e bisogna presentare una nuova domanda. Il Patronato UNAP può assistere il beneficiario nella compilazione e nell’invio del modello RED ogni anno.

Come fare domanda per l’assegno sociale 2026

La domanda per l’assegno sociale si presenta esclusivamente in modalità telematica, a partire dal giorno successivo al compimento dei 67 anni. Non è possibile richiedere arretrati per periodi precedenti la domanda. I canali disponibili sono il portale INPS con SPID, CIE o CNS, il contact center INPS (803 164 da rete fissa, gratuito; 06 164164 da cellulare a pagamento) oppure il Patronato UNAP, che offre assistenza gratuita e completa per la presentazione.

Se la domanda viene respinta, il richiedente può fare ricorso al Comitato Provinciale dell’INPS entro 90 giorni dalla comunicazione di rifiuto. Il ricorso deve contenere le motivazioni per cui si ritiene di avere diritto alla prestazione.

Documento necessario Note
SPID, CIE o CNS Per accedere al portale INPS e presentare la domanda
Documento di identità in corso di validità Carta d’identità o passaporto
Codice fiscale e del coniuge (se coniugati) Per la verifica del reddito familiare
IBAN del conto corrente o libretto postale Per accredito della prestazione
Permesso di soggiorno di lungo periodo Solo per cittadini extracomunitari
Dichiarazione di responsabilità su ricovero in struttura a carico dello Stato Obbligatoria in fase di domanda

UNAP Informa: il Patronato al tuo fianco

Gli sportelli UNAP offrono consulenza gratuita per richiedere l’assegno sociale, verificare il proprio diritto, compilare il modello RED annuale e presentare ricorso in caso di rifiuto. Il Patronato conosce ogni caso particolare — redditi esteri, situazioni di coniuge non residente, trasferimenti temporanei all’estero — e può trovare la soluzione giusta per te. Per approfondire, leggi anche la nostra guida al Bonus Anziani 2026, all’Indennità di Accompagnamento 2026 e ai Permessi Legge 104 2026. Puoi anche trovare il punto più vicino a te tra gli Sportelli UNAP.

FAQ — Assegno sociale 2026 importi

Assegno sociale 2026: domande frequenti su importi, requisiti e casi particolari

Qual è l’importo esatto dell’assegno sociale nel 2026?
Dal 1° gennaio 2026 l’importo pieno è di 546,24 euro mensili per 13 mensilità (totale annuo 7.101,12 euro), grazie alla rivalutazione del +1,4% stabilita dalla Circolare INPS n. 153/2025. È un aumento di circa 7,56 euro al mese rispetto al 2025.

Posso ricevere l’assegno sociale anche se ho una piccola pensione?
Sì, se la tua pensione è inferiore ai limiti di reddito previsti. L’INPS eroga la differenza tra la tua pensione e la soglia garantita. Se ad esempio percepci 300 euro di pensione, l’assegno sociale può integrare fino a 546,24 euro, portando il totale alla soglia.

L’assegno sociale spetta anche a chi non ha mai lavorato?
Sì. Non richiede contributi versati. Può ottenerlo chiunque abbia 67 anni, sia residente in Italia e non superi i limiti di reddito, indipendentemente dall’aver lavorato o meno in passato.

Se vado a trovare i miei figli all’estero per due mesi, perdo l’assegno?
Sì, purtroppo. Una permanenza all’estero superiore a 29 giorni consecutivi causa la sospensione dell’assegno. Se resti fuori per più di un anno l’assegno viene revocato definitivamente. Prima di partire per periodi lunghi, consulta il Patronato UNAP.

Devo dichiarare ogni anno i miei redditi all’INPS?
Sì, tramite il modello RED. Se non lo invii entro la scadenza, l’INPS sospende l’assegno. Dopo 60 giorni di mancato invio la prestazione decade e bisogna richiederne una nuova. Il Patronato UNAP ti aiuta a inviarlo gratuitamente ogni anno.

Posso cumulare l’assegno sociale con l’indennità di accompagnamento?
Sì. L’indennità di accompagnamento non rientra nel calcolo del reddito ai fini dell’assegno sociale, quindi le due prestazioni sono compatibili. Molti anziani non autosufficienti con redditi bassi le percepiscono entrambe.