Permessi Legge 104 a settembre 2026: cosa cambia a scuola
Previdenza - 26 Ago 2026
Pubblicato il 26/08/2026
ℹ️ In breve: a settembre le regole dei permessi Legge 104 restano quelle di sempre — 3 giorni al mese o il frazionamento orario — ma cambiano gli impegni da coprire: nuovo orario scolastico, PEI ancora provvisorio fino al 31 ottobre e, per chi lavora nella pubblica amministrazione, i controlli INPS rafforzati introdotti dalla Legge di Bilancio 2026.
I permessi della Legge 104 non cambiano regole con l’inizio della scuola: restano i tre giorni di permesso mensile retribuito previsti dall’articolo 33 della Legge 5 febbraio 1992, n. 104, oppure il frazionamento in ore — due ore al giorno se l’orario di lavoro è pari o superiore a sei ore, un’ora se inferiore. Per il quadro completo su requisiti e giorni spettanti resta valida la nostra guida ai permessi Legge 104 2026. A cambiare, con l’avvio dell’anno scolastico, è però tutto quello che quei permessi devono coprire.
Il motivo è semplice: se assisti un familiare disabile che frequenta la scuola, settembre porta con sé un nuovo orario delle lezioni, un piano educativo ancora da completare e — per chi lavora nella pubblica amministrazione — controlli più stringenti sulla permanenza dei requisiti sanitari, introdotti dall’articolo 1, commi 723-724 della Legge di Bilancio 2026. Vale la pena conoscerli prima che il mese entri nel vivo, non a metà settembre quando l’organizzazione è già partita.
Perché settembre è un mese delicato per chi assiste un familiare a scuola
Il Piano Educativo Individualizzato non è ancora un documento chiuso quando iniziano le lezioni. Secondo le tempistiche indicate dal Ministero, una prima bozza del PEI viene predisposta entro il 30 giugno, con le risorse da attivare durante l’estate; il documento definitivo si completa però solo entro il 31 ottobre, dopo un periodo di osservazione dell’alunno in classe. In questa finestra possono essere convocate riunioni del Gruppo di Lavoro Operativo per l’inclusione (GLO), a cui il genitore o il caregiver spesso deve partecipare di persona.
A questo si aggiunge la questione dell’insegnante di sostegno. Per l’anno scolastico 2026/2027, la procedura di conferma su richiesta della famiglia era regolata dall’OM n. 27 del 16 febbraio 2026, con termine improrogabile fissato al 31 agosto per l’adozione del provvedimento di conferma da parte dell’Ufficio territoriale. In pratica, molte famiglie sanno con certezza chi seguirà il proprio figlio solo a ridosso dell’avvio delle lezioni, non prima.
Come il nuovo orario scolastico incide sui permessi a ore
Se utilizzi il frazionamento orario dei permessi, il criterio guida resta lo stesso di sempre: le ore vanno usate per esigenze di assistenza effettive, coerenti con la situazione del familiare. Cambiando l’orario scolastico rispetto all’anno precedente, però, cambia anche il momento della giornata in cui quelle ore ti servono davvero — accompagnamento al mattino, uscita anticipata, gestione di un pomeriggio con rientro scolastico diverso dal solito.
Un caso pratico
Esempio ipotetico. Nell’anno scolastico precedente le lezioni del figlio terminavano alle 13:00 e il permesso di due ore veniva usato per l’uscita anticipata e il rientro a casa. Con il nuovo orario, che introduce rientri pomeridiani fino alle 16:00, la stessa esigenza di assistenza può spostarsi al tardo pomeriggio: le ore restano due, ma cambia la collocazione oraria che conviene comunicare all’ufficio del personale.
Non è un obbligo formale specifico legato a settembre, ma una buona pratica organizzativa: comunicare tempestivamente al datore di lavoro il nuovo orario scolastico del familiare assistito, anche solo con una nota informale, evita fraintendimenti su quando e come vengono utilizzate le ore di permesso nel corso del mese. Se il debito di permessi dell’anno precedente o le modalità di rinnovo dei verbali non ti sono ancora chiare, le avevamo affrontate nella nostra guida ai permessi Legge 104 di luglio 2026.
I controlli rafforzati del 2026: cosa cambia per i dipendenti pubblici
Dal 2026, l’articolo 1, commi 723 e 724 della Legge di Bilancio 2026 introduce una novità che riguarda specificamente i dipendenti pubblici: il datore di lavoro pubblico può chiedere all’INPS di verificare la permanenza dei requisiti sanitari che hanno dato diritto ai permessi, sia nei confronti del dipendente stesso sia nei confronti del familiare assistito. Non si tratta di nuove visite dal nulla, ma di un accertamento sulla persistenza di una condizione già riconosciuta. La norma prevede inoltre che le amministrazioni pubbliche inseriscano nelle denunce mensili UNIEMENS le informazioni sul permesso o congedo fruito e sul soggetto per cui è riconosciuto.
Le modalità operative di queste verifiche sono demandate a un decreto del Ministro del Lavoro, sentito l’INPS: alla data di questo articolo il provvedimento attuativo non risulta ancora adottato, quindi la misura è da considerare in fase di attuazione. La norma, per come è formulata, riguarda i datori di lavoro pubblici: non risulta al momento un’estensione equivalente per il settore privato.
Perché alcune associazioni hanno sollevato dubbi
Il rafforzamento dei controlli ha l’obiettivo dichiarato di prevenire un uso improprio dei permessi e di garantire maggiore trasparenza nella spesa pubblica. Non tutti, però, condividono il modo in cui la misura è stata scritta. Il presidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), Vincenzo Falabella, ha segnalato il rischio che verifiche discrezionali e ripetute su persone già sottoposte a un percorso sanitario complesso possano incidere sulla serenità di chi assiste quotidianamente un familiare fragile. Il limite pratico, in attesa del decreto attuativo, è che non è ancora chiaro con quale frequenza e con quali criteri concreti queste verifiche verranno effettuate.
Le 10 ore aggiuntive per visite mediche: utili proprio ora
Alcune fonti di settore riportano che dal 2026, ai tre giorni mensili ordinari, si aggiungono 10 ore annue destinate a visite e controlli medici per patologie oncologiche, invalidanti o croniche. Se il familiare assistito rientra in queste condizioni, può trattarsi di una risorsa utile proprio a settembre, quando spesso si concentrano controlli sanitari di inizio anno e aggiornamenti della documentazione richiesta dalla scuola. Prima di farvi affidamento, verifica con il tuo ufficio del personale o con un patronato se la misura risulta già operativa nel tuo settore contrattuale.
Cosa fare in pratica per organizzare i permessi del nuovo anno scolastico
Alcuni passaggi concreti possono evitare intoppi proprio nelle prime settimane, quando l’organizzazione familiare e quella scolastica non sono ancora del tutto allineate.
- Verifica l’orario scolastico definitivo del familiare assistito appena viene comunicato dall’istituto, e confrontalo con la distribuzione attuale dei tuoi permessi orari.
- Segnala al datore di lavoro eventuali cambiamenti significativi nell’orario, così da poter aggiornare la collocazione delle ore di permesso senza attriti.
- Tieni traccia delle convocazioni del GLO e delle scadenze del PEI definitivo, previsto entro il 31 ottobre: potresti aver bisogno di un giorno intero di permesso in coincidenza con la riunione.
- Se lavori nella pubblica amministrazione, informati presso l’ufficio personale su eventuali comunicazioni relative ai nuovi obblighi di trasmissione dei dati UNIEMENS legati ai permessi.
- Verifica la validità del verbale di accertamento della disabilità del familiare, soprattutto se la scuola richiede un aggiornamento della documentazione per il nuovo PEI: la procedura è la stessa descritta nella nostra guida all’accertamento invalidità civile 2026.
Se hai dubbi su come far coincidere i tuoi permessi con gli impegni scolastici del familiare assistito, gli sportelli UNAP possono aiutarti a verificare la tua situazione specifica.
FAQ — Permessi Legge 104 e rientro a scuola
Domande frequenti su orari, PEI e controlli 2026
A settembre cambiano le regole dei permessi Legge 104?
No, le regole di base restano quelle dell’articolo 33 della Legge 104/1992: tre giorni al mese, oppure due ore al giorno se l’orario di lavoro è pari o superiore a sei ore, un’ora se inferiore. A cambiare, con l’avvio dell’anno scolastico, sono spesso gli orari e gli impegni da coprire.
Perché il nuovo orario scolastico incide sui permessi a ore?
Perché il frazionamento orario dei permessi si organizza in base alle esigenze di assistenza concrete. Se l’orario scolastico del familiare cambia rispetto all’anno precedente, può cambiare anche il modo più utile di distribuire le ore di permesso nell’arco della giornata lavorativa.
L’insegnante di sostegno viene confermato prima dell’inizio delle lezioni?
Per l’anno scolastico 2026/2027 la conferma dei docenti di sostegno su richiesta della famiglia doveva avvenire, secondo l’OM n. 27/2026, entro il 31 agosto. L’assegnazione definitiva del sostegno avviene comunque con l’avvio delle lezioni a settembre.
Il PEI è già definitivo a settembre?
No. La bozza del PEI viene predisposta entro il 30 giugno, ma il documento definitivo si perfeziona entro il 31 ottobre, dopo un periodo di osservazione dell’alunno in classe. Le riunioni del GLO in questo periodo possono richiedere la presenza del genitore o caregiver.
Cosa prevede la Legge di Bilancio 2026 sui controlli dei permessi?
Per i dipendenti pubblici, l’articolo 1, commi 723-724, consente al datore di lavoro pubblico di chiedere all’INPS la verifica della permanenza dei requisiti sanitari che hanno dato diritto ai permessi, sia per il dipendente sia per il familiare assistito. Le modalità operative sono demandate a un decreto attuativo.
Questi nuovi controlli riguardano anche i lavoratori privati?
La norma, per come è stata descritta finora, riguarda i datori di lavoro pubblici. Le associazioni di categoria hanno comunque espresso preoccupazione sul possibile impatto pratico dei controlli, anche in vista dei decreti attuativi ancora da adottare.
Ci sono altre novità utili per chi assiste un familiare disabile a scuola?
Dal 2026 sono previste 10 ore annue aggiuntive per visite e controlli medici, utili proprio nel periodo di inizio anno scolastico quando spesso si concentrano appuntamenti sanitari e aggiornamenti dei verbali.
Conviene comunicare in anticipo al datore di lavoro il calendario dei permessi?
È una buona pratica, non un obbligo di legge: presentare a inizio anno scolastico un’indicazione di massima delle giornate o delle ore previste aiuta l’organizzazione aziendale, restando comunque libero di modificarla in corso d’anno secondo le esigenze reali di assistenza.