Indennità di Accompagnamento 2026: Importo Aggiornato, Requisiti e Come Fare Domanda

Disabilità e Non Autosufficienza - 6 Mar 2026

L’indennità di accompagnamento 2026 è la prestazione assistenziale più importante per le persone non autosufficienti: spetta agli invalidi civili totali (100%) che non sono in grado di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore oppure che necessitano di assistenza continua per compiere gli atti quotidiani della vita. Dal 1° gennaio 2026 l’importo è stato aggiornato con la rivalutazione annuale: dopo la correzione delle tabelle disposta dal Messaggio INPS n. 628 del 23 febbraio 2026, l’importo definitivo è di 551,53 euro mensili, per un totale annuo di 6.618,36 euro in 12 mensilità (senza tredicesima). La caratteristica più importante di questa prestazione è l’assenza di qualsiasi limite reddituale: l’indennità di accompagnamento spetta indipendentemente dal reddito, dall’età e dalla situazione familiare del beneficiario. Una novità rilevante del 2025 riguarda l’ampliamento dei criteri di riconoscimento: la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 28212 del 23 ottobre 2025 ha stabilito che il diritto spetta anche a chi presenta un elevato rischio di cadute e necessita di supervisione continua negli spostamenti, anche senza impossibilità fisica totale di muoversi. In questa guida UNAP trovi tutti i requisiti, l’importo aggiornato, quando viene sospesa, le regole per i minorenni e come presentare la domanda INPS.

Indennità di Accompagnamento 2026: Importo e Caratteristiche

L’indennità di accompagnamento 2026 viene erogata dall’INPS in 12 mensilità, senza tredicesima. L’importo mensile definitivo, dopo la correzione delle tabelle operata con il Messaggio INPS n. 628 del 23 febbraio 2026, è di 551,53 euro. L’importo annuo complessivo è quindi di 6.618,36 euro. La prestazione è corrisposta in misura fissa per tutti i beneficiari: non diminuisce al crescere del reddito e non viene ridotta in presenza di altre pensioni o indennità. È cumulabile con la pensione di inabilità civile totale, con la pensione di reversibilità, con la pensione contributiva propria e con qualsiasi altro reddito da lavoro dipendente o autonomo. L’indennità non è tassabile ai fini IRPEF e non concorre alla formazione del reddito complessivo del beneficiario. Non è reversibile: spetta esclusivamente al titolare della minorazione e cessa con la sua morte.

Caratteristica Dettaglio 2026
Importo mensile 551,53€ (dopo correzione Messaggio INPS n. 628/2026)
Importo annuo 6.618,36€ (12 mensilità, senza tredicesima)
Limite di reddito Nessuno — spetta indipendentemente dal reddito
Numero mensilità 12 (nessuna tredicesima)
Tassazione IRPEF Esente — non concorre al reddito complessivo
Cumulabilità Sì — con pensioni, redditi da lavoro e altri assegni
Reversibilità No — cessa con il decesso del titolare

Chi Ha Diritto all’Indennità di Accompagnamento 2026: i Requisiti

L’indennità di accompagnamento 2026 spetta a chi soddisfa contemporaneamente i requisiti sanitari e i requisiti amministrativi stabiliti dalla Legge n. 18/1980. Sul piano sanitario, il beneficiario deve essere riconosciuto invalido civile al 100% e trovarsi in una di queste due condizioni: impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore, oppure impossibilità di compiere gli atti quotidiani della vita con necessità di assistenza continua. Non è sufficiente avere una percentuale di invalidità del 100%: serve anche il riconoscimento specifico della non autosufficienza da parte della commissione medica. La Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 28212 del 23 ottobre 2025 ha ampliato il perimetro del diritto: la prestazione spetta ora anche a chi presenta un elevato rischio di cadute e necessità di supervisione continua negli spostamenti, anche senza totale immobilità fisica. Sul piano amministrativo i requisiti sono: residenza stabile e abituale in Italia; cittadinanza italiana oppure, per i cittadini comunitari, iscrizione all’anagrafe del Comune di residenza; per i cittadini extracomunitari, permesso di soggiorno di almeno un anno. Non esistono limiti di età: la prestazione spetta ai minori, agli adulti e agli anziani over 65 con accertate difficoltà persistenti nelle funzioni quotidiane.

Quando Viene Sospesa l’Indennità di Accompagnamento 2026

L’indennità di accompagnamento viene sospesa in caso di ricovero gratuito a carico del Servizio Sanitario Nazionale per un periodo superiore a 29 giorni consecutivi. La logica è che durante il ricovero l’assistenza è già garantita dalla struttura pubblica. È onere del beneficiario comunicare all’INPS l’avvenuto ricovero: chi non lo fa e continua a percepire l’indennità deve restituire le somme indebitamente ricevute. La sospensione cessa automaticamente alla dimissione dalla struttura. Questa regola non si applica ai ciechi civili assoluti: per loro il ricovero comporta solo una riduzione della pensione, non la sospensione dell’indennità di accompagnamento. La prestazione non viene invece sospesa durante i ricoveri in strutture private a pagamento, i day hospital, i ricoveri brevi fino a 29 giorni e i periodi di cura ambulatoriale.

Indennità di Accompagnamento per Minori e Passaggio alla Maggiore Età

L’indennità di accompagnamento spetta anche ai minori con le stesse condizioni sanitarie degli adulti, senza alcun limite di età minima. Per i minorenni la domanda va presentata da un genitore o dal tutore legale. Al compimento dei 18 anni la prestazione non cessa automaticamente, ma il neo-maggiorenne deve inviare all’INPS il modello AP70 — la dichiarazione sulla situazione socioeconomica — tramite il portale MyINPS con SPID o CIE, oppure tramite patronato. L’INPS invia una comunicazione di promemoria sei mesi prima del compleanno. Se il modulo AP70 viene trasmesso correttamente, oltre all’indennità di accompagnamento il beneficiario può ricevere anche la pensione di inabilità civile e le relative maggiorazioni, senza necessità di una nuova visita medica di accertamento. Il mancato invio del modello AP70 può comportare la sospensione temporanea dei pagamenti.

Come Fare Domanda di Indennità di Accompagnamento 2026

La procedura per richiedere l’indennità di accompagnamento 2026 si svolge in due fasi. Nella prima fase il medico curante compila e trasmette telematicamente all’INPS il certificato medico introduttivo, che attesta le patologie e le condizioni di non autosufficienza del richiedente e genera un codice univoco. Nella seconda fase, entro 90 giorni dall’invio del certificato, il cittadino presenta la domanda amministrativa all’INPS tramite il portale online con SPID, CIE o CNS, oppure tramite Contact Center al numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa). In alternativa è possibile rivolgersi gratuitamente a un operatore UNAP che gestisce l’intera procedura. La commissione medica ASL-INPS convoca il richiedente per la visita di accertamento. In caso di esito favorevole la prestazione decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda, con pagamento degli arretrati. Consulta anche la nostra guida sul bonus anziani 2026 e trova lo sportello UNAP più vicino a te per un’assistenza gratuita in tutte le fasi della domanda.

Fase Chi agisce Tempi
1. Certificato medico introduttivo Medico curante — invio telematico INPS Prima di tutto
2. Domanda amministrativa Cittadino o patronato UNAP — portale INPS Entro 90 giorni dal certificato
3. Visita commissione medica Commissione ASL-INPS Variabile per sede
4. Verbale e pagamento INPS liquida con arretrati Dal 1° mese successivo alla domanda

FAQ — Indennità di Accompagnamento 2026

Quanto è l’indennità di accompagnamento nel 2026?
L’importo definitivo dal 1° gennaio 2026, dopo la correzione delle tabelle disposta con il Messaggio INPS n. 628 del 23 febbraio 2026, è di 551,53 euro mensili, pari a 6.618,36 euro annui in 12 mensilità. La prestazione non prevede tredicesima e viene erogata indipendentemente dal reddito del beneficiario.

Basta avere il 100% di invalidità per ricevere l’indennità di accompagnamento?
No. L’invalidità al 100% è necessaria ma non sufficiente. Serve anche il riconoscimento specifico della non autosufficienza: impossibilità di deambulare senza aiuto permanente oppure impossibilità di compiere gli atti quotidiani della vita con necessità di assistenza continua. La commissione medica valuta entrambi i requisiti in sede di visita.

L’indennità di accompagnamento si può ricevere anche se si lavora?
Sì. La prestazione è compatibile con qualsiasi attività lavorativa, dipendente o autonoma, e con qualsiasi livello di reddito. Non esistono limiti reddituali né incompatibilità con il lavoro. Chi lavora e percepisce l’indennità di accompagnamento mantiene entrambe le prestazioni per intero.

Indennità di Accompagnamento 2026: Sospensione, Minorenni e Novità

L’indennità di accompagnamento viene sospesa durante il ricovero in ospedale?
Sì, ma solo in caso di ricovero gratuito a carico del SSN per più di 29 giorni consecutivi. Il beneficiario è tenuto a comunicarlo all’INPS: in caso di mancata comunicazione le somme percepite vanno restituite. La sospensione non si applica ai ricoveri in strutture private a pagamento, ai day hospital, ai ricoveri brevi fino a 29 giorni e ai ciechi assoluti.

Cosa deve fare un minore che riceve l’indennità di accompagnamento quando compie 18 anni?
Deve inviare all’INPS il modello AP70 tramite il portale MyINPS (con SPID o CIE) oppure tramite patronato. L’INPS invia un promemoria sei mesi prima del compleanno. Se il modello viene inviato correttamente, la prestazione continua senza nuova visita medica e il beneficiario può ricevere anche la pensione di inabilità e le relative maggiorazioni.

Quali sono le novità sull’indennità di accompagnamento nel 2026?
La novità più rilevante è la sentenza della Corte di Cassazione n. 28212 del 23 ottobre 2025: il diritto all’indennità è ora riconosciuto anche a chi presenta un elevato rischio di cadute e necessità di supervisione continua negli spostamenti, anche senza totale immobilità fisica. Questo amplia significativamente la platea dei potenziali beneficiari, in particolare tra gli anziani con patologie neurologiche o osteoarticolari.