Invalidità civile, cosa spetta per ogni percentuale: la tabella 2026 dal 34% al 100%

Invalidità e Disabilità - 10 Ott 2026

Pubblicato il 10/10/2026

ℹ️ In breve: con l’invalidità civile cosa spetta dipende dalla percentuale del verbale. Oltre un terzo si hanno protesi e ausili, dal 46% il collocamento mirato, dal 67% l’esenzione dal ticket. I soldi arrivano dal 74%: assegno di 340,71 euro al mese nel 2026, con limiti di reddito ed età.

Con l’invalidità civile cosa spetta dipende dalla percentuale scritta nel verbale: ogni soglia apre benefici diversi, e solo dal 74% arriva un assegno. Gli importi e i limiti di reddito 2026 sono quelli della circolare INPS n. 153 del 2025, corretta per l’accompagnamento dal messaggio n. 628 del 2026. Le altre soglie sono fissate da leggi diverse, una per ogni beneficio.

Chi riceve il verbale spesso non sa cosa può chiedere. Un 70% non dà diritto a soldi, ma esenta dal ticket. Un 80% può dare diritto all’assegno mensile, se ci sono anche i requisiti di età, reddito e mancato svolgimento di attività lavorativa, e ai contributi figurativi per chi lavora. Qui sotto trovi soglia per soglia cosa spetta, a quali condizioni e dove chiederlo.

Invalidità civile, cosa spetta per percentuale: la tabella

Invalidità civile: benefici per percentuale riconosciuta (importi 2026)
Percentuale Cosa spetta Condizioni principali
Oltre un terzo (34%) Protesi e ausili forniti dal Servizio sanitario Per le menomazioni indicate nel verbale
Oltre il 45% (46%) Iscrizione al collocamento mirato Età lavorativa
Oltre il 50% (51%) Congedo per cure fino a 30 giorni l’anno Lavoratori; serve la richiesta di un medico del Servizio sanitario
Dal 67% Esenzione dal ticket (codice C03) e carta europea della disabilità Esenzione per visite ed esami inclusi nei LEA
Dal 74% al 99% Assegno mensile di assistenza: 340,71 euro per 13 mensilità 18-67 anni, reddito personale fino a 5.852,21 euro, nessuna attività lavorativa
Oltre il 74% (75%) 2 mesi di contributi figurativi per ogni anno di lavoro, fino a 5 anni Lavoratori, su richiesta; utili per il diritto alla pensione
100% Pensione di inabilità: 340,71 euro per 13 mensilità; esenzione ticket (C01) 18-67 anni, reddito personale fino a 20.029,55 euro; compatibile con il lavoro
100% con impossibilità a deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o incapacità di compiere gli atti quotidiani Indennità di accompagnamento: 551,53 euro per 12 mensilità; esenzione ticket (C02) Nessun limite di reddito né di età

Le soglie si leggono “oltre”: la legge parla di riduzione della capacità lavorativa “superiore” a un terzo, al 45% o al 50%. Per chi è minorenne le regole sono diverse: c’è l’indennità di frequenza, con lo stesso importo dell’assegno e lo stesso limite di reddito.

Dal 34% al 51%: protesi, collocamento mirato e congedo per cure

Con una riduzione della capacità lavorativa superiore a un terzo si ha diritto alle protesi e agli ausili del nomenclatore del Servizio sanitario, per le menomazioni accertate. Lo prevede l’art. 18 del decreto sui livelli essenziali di assistenza (DPCM 12 gennaio 2017).

Oltre il 45% ci si può iscrivere al collocamento mirato, cioè alle liste per le assunzioni obbligatorie delle persone con disabilità. Lo stabilisce l’art. 1 della legge n. 68 del 1999, per le persone in età lavorativa.

Oltre il 50% il lavoratore ha diritto al congedo per cure: fino a 30 giorni l’anno, anche frazionati. Va chiesto al datore di lavoro con la richiesta di un medico del Servizio sanitario che collega la cura all’infermità riconosciuta. Durante il congedo si è pagati come in malattia, ma i giorni non contano nel periodo di comporto. Lo prevede l’art. 7 del decreto legislativo n. 119 del 2011.

Dal 67%: esenzione dal ticket e Disability Card

Dal 67% al 99% si ha l’esenzione dal ticket con il codice C03, per tutte le visite specialistiche e gli esami inclusi nei livelli essenziali di assistenza. Al 100% i codici sono C01 e, con l’accompagnamento, C02, che coprono anche il materiale da medicazione. Lo riporta la tabella delle esenzioni per invalidità della ASL Roma 1. L’esenzione si chiede alla propria ASL. Il quadro delle altre esenzioni è nella guida UNAP sull’esenzione ticket 2026.

Dal 67% gli invalidi civili maggiorenni possono chiedere anche la carta europea della disabilità all’INPS. Serve ad accedere alle agevolazioni previste dalle convenzioni, ad esempio in trasporti e musei. Come si chiede e cosa cambierà con il nuovo decreto è spiegato nella guida UNAP sulla carta europea della disabilità.

Dal 74%: l’assegno mensile di assistenza

Dal 74% al 99% si ha diritto all’assegno mensile di assistenza. Nel 2026 vale 340,71 euro al mese per 13 mensilità. Servono tre condizioni insieme: età tra 18 e 67 anni, reddito personale fino a 5.852,21 euro e nessuna attività lavorativa. Il reddito che conta è quello personale soggetto a Irpef, non quello della famiglia.

L’assegno decorre dal primo giorno del mese dopo la domanda. Spetta anche a chi è ricoverato in un istituto pubblico. Non si cumula con le pensioni dirette di invalidità dell’INPS e degli altri enti, né con prestazioni per invalidità di guerra, di lavoro o di servizio. A 67 anni si trasforma in assegno sociale sostitutivo, come spiega la guida UNAP sull’assegno sociale sostitutivo.

Esempio (nostro, sui valori INPS 2026): Anna ha 55 anni, un verbale all’80%, non lavora e ha 4.000 euro di reddito personale. Rientra nell’assegno mensile: 340,71 euro per 13 mensilità, 4.429,23 euro l’anno. Ha anche l’esenzione dal ticket C03. Marco ha lo stesso 80% ma lavora come dipendente: l’assegno non spetta, perché lavora. Può chiedere però 2 mesi di contributi figurativi per ogni anno di lavoro e 30 giorni di congedo per cure.

L’errore da evitare: 74% e 75% non sono la stessa soglia

L’assegno mensile parte dal 74%. I contributi figurativi, invece, spettano con un’invalidità “superiore al 74 per cento”, cioè almeno al 75%. Lo prevede l’art. 80, comma 3, della legge n. 388 del 2000.

Il beneficio vale per i lavoratori pubblici e privati, si ottiene su richiesta e dà due mesi di contributi figurativi per ogni anno di lavoro, fino a un massimo di cinque anni. I contributi valgono solo per il diritto alla pensione e per l’anzianità contributiva, non per aumentare l’importo. Chi ha un verbale al 74% esatto, quindi, può avere l’assegno se non lavora, ma non i contributi figurativi.

Al 100%: pensione di inabilità e accompagnamento

Con il 100% si ha diritto alla pensione di inabilità: 340,71 euro al mese per 13 mensilità nel 2026. Servono età tra 18 e 67 anni e reddito personale fino a 20.029,55 euro. A differenza dell’assegno, la pensione è compatibile con il lavoro. Con redditi bassi si aggiunge l’incremento previsto dalla legge, che nel 2026 arriva fino a 407,58 euro al mese: limiti e calcolo sono nella guida UNAP sulla maggiorazione invalidi civili.

L’indennità di accompagnamento spetta agli invalidi al 100% che non possono camminare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o non riescono a compiere da soli gli atti quotidiani. Nel 2026 vale 551,53 euro per 12 mensilità. Non ha limiti di reddito né di età ed è compatibile con il lavoro. Il pagamento si sospende in caso di ricovero a totale carico dello Stato per più di 29 giorni. Requisiti e domanda sono nella guida UNAP sull’indennità di accompagnamento 2026.

Cosa non dipende dalla percentuale e come si chiede il riconoscimento

Alcuni benefici molto cercati non dipendono dalla percentuale di invalidità. I permessi della legge 104, ad esempio, sono legati al riconoscimento dell’handicap in situazione di gravità, che è un accertamento diverso: i dettagli sono nella guida UNAP sui permessi legge 104. Il contrassegno per il parcheggio dipende invece dalla capacità di deambulazione accertata dalla ASL.

Il riconoscimento parte dal certificato del medico e dalla domanda all’INPS, che si può presentare online, con un patronato o con un’associazione di categoria (ANMIC, ENS, UIC, ANFFAS). La procedura passo per passo è nella guida UNAP sull’accertamento invalidità civile 2026. Dal 1° gennaio 2027 la riforma della disabilità estende a tutta Italia il nuovo percorso di accertamento. Le soglie di questa tabella restano quelle fissate dalle singole leggi citate.

FAQ — invalidità civile, cosa spetta

Domande frequenti su percentuali, importi e benefici

Con quale percentuale di invalidità civile si prendono soldi?
Dal 74%. Tra il 74% e il 99% spetta l’assegno mensile di assistenza, al 100% la pensione di inabilità: entrambi valgono 340,71 euro al mese nel 2026, con limiti di età e di reddito.

Cosa spetta con il 67% di invalidità civile?
L’esenzione dal ticket per visite ed esami inclusi nei LEA (codice C03), la possibilità di chiedere la carta europea della disabilità e i benefici delle soglie più basse: protesi, collocamento mirato e congedo per cure. Nessun assegno.

Cosa spetta con l’80% di invalidità?
L’assegno mensile, se si hanno tra 18 e 67 anni, un reddito personale fino a 5.852,21 euro e non si lavora. Chi lavora può chiedere 2 mesi di contributi figurativi per ogni anno di lavoro, fino a 5 anni.

Cosa spetta con il 100% di invalidità civile?
La pensione di inabilità (340,71 euro al mese con reddito fino a 20.029,55 euro), l’esenzione ticket C01 e, se non si può deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o non si riesce a compiere da soli gli atti quotidiani, l’accompagnamento di 551,53 euro senza limiti di reddito.

Il 74% dà diritto ai contributi figurativi?
No. La legge li riconosce con un’invalidità superiore al 74%, quindi dal 75%. Con il 74% esatto non spettano questi contributi figurativi; può invece spettare l’assegno mensile, se ci sono le altre condizioni.

L’assegno mensile spetta anche a chi lavora?
No. Tra i requisiti c’è il mancato svolgimento di attività lavorativa. La pensione di inabilità al 100% e l’accompagnamento, invece, sono compatibili con il lavoro.

Cosa succede all’assegno a 67 anni?
Si trasforma in assegno sociale sostitutivo. Anche la pensione di inabilità segue la stessa regola.