Assegno inclusione disabili 2026: requisiti aggiornati e come fare domanda INPS
Disabilità e Non Autosufficienza - 17 Lug 2026
Aggiornato al 17 luglio 2026
L’assegno inclusione disabili è, nel 2026, una delle misure di sostegno al reddito più rilevanti per le famiglie con un componente in condizione di disabilità. Introdotto dal Decreto-Legge n. 48/2023, convertito nella Legge n. 85/2023, l’Assegno di Inclusione (ADI) è confermato e modificato dalla Legge di Bilancio 2026 (L. n. 199/2025): gli importi sono stati rivalutati del +1,4%, il calcolo dell’ISEE è diventato più favorevole e le regole sul rinnovo sono cambiate. Per i nuclei con disabili gravi, il contributo mensile può arrivare fino a 549,25 euro per un singolo beneficiario, con integrazioni aggiuntive per chi vive in affitto. La scheda operativa INPS sull’Assegno di Inclusione contiene tutte le istruzioni aggiornate.
Cos’è l’Assegno di Inclusione e perché interessa le famiglie con disabili
L’Assegno di Inclusione (ADI) è una prestazione assistenziale erogata dall’INPS, nata in sostituzione del Reddito di Cittadinanza a partire dal 1° gennaio 2024. Si rivolge ai nuclei familiari in difficoltà economica che comprendono almeno un componente in condizione di fragilità: un disabile, un minorenne, un anziano con almeno 60 anni oppure una persona in condizione di svantaggio certificata dai servizi sociosanitari pubblici.
Per le famiglie con componenti disabili, l’ADI rappresenta uno strumento centrale: la presenza di una disabilità riconosciuta, anche media o grave, è di per sé sufficiente a integrare il requisito soggettivo di accesso. La misura non è solo un trasferimento monetario: è collegata a un percorso strutturato di inclusione sociale e, dove applicabile, lavorativa, con la sottoscrizione obbligatoria del Patto di Attivazione Digitale (PAD) sul portale SIISL.
Per approfondire le tutele connesse alla disabilità e le prestazioni correlate, consulta anche la guida su Invalidità civile 2026: percentuali, importi aggiornati e come fare domanda INPS e la pagina dedicata alla Riforma disabilità 2026: domanda, certificato medico e novità INPS.
Requisiti 2026: chi ha diritto all’assegno inclusione disabili
Per accedere all’ADI nel 2026, il nucleo familiare deve soddisfare contemporaneamente tre categorie di requisiti: soggettivi, economici e di cittadinanza/residenza.
Requisiti soggettivi. Il nucleo deve includere almeno un componente che sia: persona minorenne, persona con disabilità (come definita dal DPCM 5 dicembre 2013, n. 159), persona con almeno 60 anni di età, oppure persona in condizione di grave svantaggio bio-psico-sociale inserita in programmi di cura certificati dalla pubblica amministrazione. Per le famiglie con disabili, è sufficiente che uno solo dei componenti abbia una disabilità riconosciuta.
Requisiti di cittadinanza e residenza. Il richiedente deve essere cittadino italiano o dell’Unione Europea, oppure familiare di cittadino UE titolare del diritto di soggiorno, oppure titolare di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo. Deve inoltre risiedere in Italia da almeno 5 anni, di cui gli ultimi 2 continuativi.
Cause di esclusione. Non ha diritto all’ADI il nucleo in cui un componente soggetto agli obblighi di attivazione risulti disoccupato a seguito di dimissioni volontarie nei 12 mesi successivi alle dimissioni stesse (salvo giusta causa o risoluzione consensuale). Sono inoltre esclusi, di norma, i nuclei in cui un componente possieda autoveicoli di cilindrata superiore a 1.600 cc immatricolati nei 36 mesi precedenti (con eccezione per i veicoli con agevolazione fiscale disabilità), motoveicoli oltre 250 cc, navi o aeromobili.
Consulta anche la guida sull’Accertamento invalidità civile 2026: domanda INPS, visita medica e tempi per verificare il riconoscimento della condizione di disabilità necessaria all’accesso.
Requisiti economici e ISEE 2026: le novità della Legge di Bilancio
Sul fronte economico, il nucleo familiare deve soddisfare tutti e quattro i seguenti paletti:
ISEE non superiore a 10.140 euro annui. Dal 2026 si applica il nuovo ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione, introdotto dall’art. 1, comma 208, della Legge di Bilancio 2026 e operativo secondo il Messaggio INPS n. 102 del 12 gennaio 2026. Questo calcolo è più favorevole di quello ordinario perché la franchigia sull’abitazione principale sale da 52.500 euro a 91.500 euro (fino a 120.000 euro nei comuni capoluogo delle città metropolitane), con un incremento aggiuntivo di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo.
Reddito familiare inferiore a 6.591 euro annui (rivalutato del +1,4% rispetto ai 6.500 euro del 2025), moltiplicato per il parametro della scala di equivalenza. Per i nuclei composti esclusivamente da persone con almeno 67 anni o da disabili gravi o non autosufficienti, la soglia sale a 8.304,66 euro annui. Se il nucleo vive in affitto, la soglia di reddito usata per il calcolo arriva a 10.140 euro annui.
Patrimonio immobiliare (esclusa la prima casa, salvo valore IMU superiore a 150.000 euro): non oltre 30.000 euro.
Patrimonio mobiliare: non oltre 6.000 euro, incrementabile di 2.000 euro per ogni componente aggiuntivo fino a un massimo di 10.000 euro, con ulteriori incrementi di 5.000 euro per ogni componente disabile e di 7.500 euro per ogni componente con disabilità grave o non autosufficienza.
Per tutto ciò che riguarda il calcolo dell’ISEE specifico per l’inclusione, la guida ISEE sociosanitario 2026: cos’è, come si calcola e quando serve offre un approfondimento utile.
Importi ADI 2026: quanto spetta alle famiglie con disabili
L’importo dell’ADI non è fisso: dipende dalla composizione del nucleo familiare, dal reddito già disponibile e dall’eventuale presenza di un contratto d’affitto. Il meccanismo di calcolo sottrae il reddito familiare già percepito dalla soglia di riferimento moltiplicata per il parametro della scala di equivalenza: la differenza costituisce l’importo dell’assegno.
| Tipologia di nucleo | Soglia reddito annua (2026) | Contributo mensile massimo (Quota A) | Contributo affitto max (Quota B) |
|---|---|---|---|
| Nucleo standard (con minori, over 60 o disabili) | 6.591 euro | 549,25 euro/mese | fino a 303 euro/mese |
| Nucleo composto solo da over 67 o disabili gravi/non autosufficienti | 8.304,66 euro | fino a 692,05 euro/mese | quota inferiore (bilanciata dalla Quota A maggiore) |
| Nucleo con scala di equivalenza massima (2,3 — disabili gravi) | (da calcolare con parametro 2,3) | fino a 1.245,81 euro/mese (Quota A + Quota B) | inclusa nel totale |
La scala di equivalenza parte da 1,0 per il singolo richiedente e cresce in base al numero e alla tipologia dei componenti: raggiunge un massimo di 2,2 nei nuclei standard e di 2,3 in presenza di disabili gravi o non autosufficienti. Per ogni componente maggiorenne con carichi di cura (chi assiste minori sotto i 3 anni, tre o più figli minori, o componenti disabili) il parametro aumenta di 0,40.
L’ADI è esente da IRPEF e non concorre alla formazione del reddito complessivo ai fini fiscali. Il beneficio è corrisposto tramite la Carta di Inclusione (Carta ADI), emessa da Poste Italiane, che consente l’utilizzo per spese essenziali (non alcolici, tabacchi, giochi d’azzardo). È consentito il prelievo in contanti fino a 100 euro al mese per i nuclei monopersonali.
Per sapere come si intrecciano queste prestazioni con le indennità già percepite, leggi anche Indennità di Accompagnamento 2026: Importo Aggiornato, Requisiti e Come Fare Domanda.
Novità 2026: le modifiche della Legge di Bilancio che cambiano le regole
La Legge di Bilancio 2026 (L. n. 199/2025) ha introdotto tre novità sostanziali, operative dal 1° gennaio 2026 e dettagliate nel comunicato INPS sui nuovi criteri ISEE per l’inclusione sociale e nel comunicato INPS sulle novità ADI 2026:
1. Rivalutazione degli importi del +1,4%. Dal 1° gennaio 2026, le soglie di reddito e gli importi dell’ADI sono stati adeguati all’inflazione con un aumento dell’1,4%. Chi già riceveva l’assegno nel 2025 ha visto adeguarsi automaticamente l’importo mensile.
2. Nuovo ISEE per l’inclusione, più favorevole. Il calcolo dell’ISEE ai fini ADI applica ora una franchigia sull’abitazione principale di 91.500 euro (fino a 120.000 euro nelle 14 città metropolitane: Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino, Venezia), con un incremento di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo. Le domande precedentemente sospese perché il vecchio ISEE ordinario le escludeva vengono riesaminate automaticamente, senza bisogno di nuovi adempimenti da parte dei cittadini.
3. Eliminazione del mese di sospensione obbligatoria al rinnovo. Prima del 2026, al termine dei 18 mesi del primo ciclo — e al termine di ciascun successivo ciclo di rinnovo — il beneficiario doveva attendere un mese di stop prima di poter richiedere il rinnovo. Dal 2026 questa sospensione è eliminata: le famiglie non subiscono più buchi nei pagamenti. Rimane invece la regola per cui la prima mensilità del rinnovo viene ridotta al 50% dell’importo spettante. I cicli di rinnovo successivi hanno durata di 12 mesi e sono rinnovabili senza limiti, purché i requisiti persistano.
Per chi percepisce prestazioni collegate, è utile consultare anche la guida Permessi legge 104 2026: requisiti, giorni spettanti, novità e come fare domanda e quella sul Assegno di cura anziani 2026: cos’è, chi lo eroga e come richiederlo.
Durata e cause di decadenza dell’assegno inclusione disabili
La durata ordinaria dell’ADI è di 18 mesi per il primo ciclo, rinnovabili per periodi successivi di 12 mesi. Il mantenimento del beneficio è condizionato al rispetto degli obblighi previsti dalla normativa. L’ADI può essere sospeso o revocato nelle seguenti circostanze principali:
La misura decade se il nucleo familiare supera i limiti di reddito o patrimonio previsti, se un componente soggetto agli obblighi di attivazione non rispetta gli impegni del PAD o del patto di servizio, se si verifica un cambiamento nella composizione del nucleo familiare non comunicato all’INPS entro un mese (la mancata comunicazione tempestiva della DSU aggiornata comporta, di norma, decadenza), oppure se un componente del nucleo acquista beni incompatibili (auto di cilindrata superiore, imbarcazioni, aeromobili).
I componenti che trovano lavoro non perdono, di norma, l’ADI: i redditi da lavoro sono esclusi dal calcolo per i primi 3.000 euro annui. Oltre questa soglia, il reddito da lavoro viene conteggiato all’80% nel calcolo dell’ISEE e del reddito familiare, con riduzione progressiva dell’importo dal mese successivo alla variazione.
Come fare domanda INPS: procedura passo per passo
La domanda per l’Assegno di Inclusione può essere presentata in tre modalità:
In via telematica accedendo al portale INPS — sezione Assegno di Inclusione con SPID, CIE o CNS. Tramite patronato o CAF abilitato. Tramite il numero verde INPS 803.164 (gratuito da rete fissa) o 06 164.164 (da cellulare, a pagamento).
Prima della domanda è obbligatorio disporre di un’attestazione ISEE 2026 valida, comprensiva del nuovo ISEE per l’inclusione. Chi ha già presentato la DSU ordinaria non deve ripresentarla: l’INPS integra automaticamente l’attestazione con il valore ISEE inclusione.
Dopo la domanda, il richiedente deve sottoscrivere il Patto di Attivazione Digitale (PAD) sul portale SIISL entro i termini indicati dall’INPS. L’erogazione avviene tramite Carta ADI emessa da Poste Italiane: i nuovi beneficiari ricevono la notifica per il ritiro della carta — con l’importo precaricato — di norma intorno alla metà del mese successivo a quello in cui hanno presentato la domanda e sottoscritto il PAD.
Se hai bisogno di supporto nella presentazione della domanda o nel calcolo del tuo ISEE per l’inclusione, puoi rivolgerti agli sportelli UNAP, il servizio di patronato dell’UCI, che fornisce assistenza gratuita in tutta Italia per la gestione delle pratiche INPS legate all’Assegno di Inclusione e alle prestazioni correlate.
| Fase della domanda | Cosa fare | Dove / Canale |
|---|---|---|
| 1. Ottenere l’ISEE 2026 | Presentare DSU (precompilata o tradizionale) | CAF, patronato, portale INPS |
| 2. Presentare la domanda ADI | Domanda online con SPID/CIE/CNS | inps.it, patronato, CAF, numero verde 803.164 |
| 3. Sottoscrivere il PAD | Patto di Attivazione Digitale obbligatorio | Portale SIISL |
| 4. Ritiro Carta ADI | Notifica di ritiro della Carta di Inclusione | Uffici postali Poste Italiane |
| 5. Rinnovo (dopo 18 mesi) | Nuova domanda — prima mensilità al 50% | Stesse modalità della domanda iniziale |
Per le famiglie che affiancano all’ADI anche altri strumenti di assistenza, può essere utile leggere la guida su ADI assistenza domiciliare integrata 2026: guida completa per accedere al servizio e alle prestazioni INPS e quella sul Bonus caregiver 2026: requisiti, importi e come richiederlo.
ADI e altre prestazioni: compatibilità con indennità di accompagnamento e assegno sociale
L’Assegno di Inclusione è compatibile con l’Indennità di Accompagnamento, che non rientra nel reddito familiare ai fini del calcolo ADI. Allo stesso modo, non incidono sul calcolo le prestazioni a carattere non economico e alcune indennità accessorie collegate alla disabilità.
L’ADI non è invece compatibile con il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) per il medesimo nucleo familiare: i componenti “occupabili” del nucleo che non contribuiscono alla scala di equivalenza possono richiedere separatamente il SFL. È incompatibile anche con la percezione di altre misure di sostegno al reddito che superino determinate soglie, le quali vengono conteggiate nel reddito familiare.
Per le famiglie con anziani non autosufficienti, può essere utile verificare anche le agevolazioni illustrate nella guida Bonus Anziani 2026: Fino a 1.392 Euro al Mese per Over 80 Non Autosufficienti — Requisiti, Domanda e Obblighi e quella sulla Visita revisione invalidità 2026: la guida alla valutazione sugli atti.
Domande frequenti sull’assegno inclusione disabili 2026
Requisiti, importi e procedura: le risposte alle domande più comuni
Un nucleo familiare con un solo componente disabile grave, senza altri requisiti, ha diritto all’ADI?
Sì. La presenza di una persona con disabilità riconosciuta (secondo il DPCM n. 159/2013) è sufficiente a integrare il requisito soggettivo. Restano da verificare i requisiti economici: ISEE sotto 10.140 euro e reddito familiare entro le soglie previste.
Quanto vale esattamente l’ADI per un singolo disabile senza reddito nel 2026?
Per un singolo beneficiario in nucleo standard (scala di equivalenza 1,0) con reddito zero, l’importo massimo è di 549,25 euro al mese. Se il nucleo è composto esclusivamente da disabili gravi, la soglia sale e il contributo mensile può arrivare a circa 692,05 euro. Se il richiedente vive in affitto, si aggiunge una quota fino a 303 euro mensili.
L’indennità di accompagnamento riduce l’importo dell’ADI?
No. L’indennità di accompagnamento non è computata nel reddito familiare ai fini del calcolo dell’Assegno di Inclusione e non ne riduce l’importo.
Cosa cambia nel 2026 per il rinnovo dell’ADI?
Dal 1° gennaio 2026 è eliminato il mese obbligatorio di sospensione tra un ciclo e il successivo. Non ci sono più buchi nei pagamenti al rinnovo. Rimane però la riduzione al 50% della prima mensilità di ogni rinnovo. I cicli successivi al primo durano 12 mesi e sono rinnovabili senza limiti, purché i requisiti persistano.
Devo presentare una nuova DSU per ottenere il nuovo ISEE inclusione più favorevole?
No. L’INPS integra automaticamente le attestazioni ISEE 2026 già rilasciate con il nuovo ISEE per l’inclusione, senza necessità di presentare una nuova Dichiarazione Sostitutiva Unica. Le domande precedentemente sospese vengono riesaminate d’ufficio.
Domanda e assistenza: dove rivolgersi
Un disabile che vive da solo può presentare la domanda ADI senza andare di persona all’INPS?
Sì. La domanda si presenta interamente online sul portale INPS con SPID, CIE o CNS, oppure tramite patronato o CAF che operano anche in modalità remota. In caso di difficoltà nell’accesso digitale, è possibile delegare un familiare o un intermediario abilitato. Per assistenza gratuita, è possibile rivolgersi agli sportelli UNAP.